 Piero Pelù
 la copertina del suo nuovo cd
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Dopo Jovanotti, Vinicio Capossela, Ligabue, Subsonica, Ivano Fossati e molti altri, anche Piero Pelù è diventato il protagonista di Storytellers, il live musicale ideato da Mtv e Telecom Progetto Italia dove gli artisti si raccontano tra una canzone e l’altra, parlando di sé e della loro musica, spiegando come nascono i loro brani e da dove nasce la loro creatività artistica.
“Ci siamo visti con Paola Maugeri – presentatrice dello Storytellers – all’Mtv di Bologna l’anno scorso”, spiega Pelù a Rockol, “si parlava del programma e lei e Luca De Gennaro – responsabile Talent & Music di Mtv Italia – avevano in mente di fare un’altra serie: ho detto loro che mi sarebbe piaciuto farlo, e così è stato”.
Di questo appuntamento live, tenutosi lo scorso 18 aprile alla sala Puccini del Conservatorio di Milano, Pelù ha realizzato il disco dal titolo “Storytellers”: “Avevo già registrato alcune serate del mio tour a Milano e Firenze”, spiega l’ex leader dei Litfiba, “ma non era previsto di fare un album dal vivo in questo momento. E’ stata una serata davvero magica quella al conservatorio, la registrazione era già ottima di suo, e questo ha reso il disco 100% live, tanto da non dover ritoccare quasi nulla in studio... Ho usato qualche trucchetto, ho aggiunto qualche effetto come piace metterli a me, come i delay, che nel rock difficilmente trovi perchè fanno più parte del linguaggio del dub”.
Il cd, in uscita oggi, venerdì 22 giugno, contiene dodici brani: “Non è stato facile scegliere le canzoni”, aggiunge l’artista toscano, “ne ho dovute scegliere dodici su sedici e normalmente in concerto ne faccio venticinque. Ho fatto una selezione selvaggia, lasciando un buon equilibrio tra i super classici dei Litfiba, qualcosa degli anni Novanta e i brani miei da solista, soprattutto dell’album nuovo”.
“Devo fare i complimenti ai miei musicisti”, prosegue Pelù, “Sul palco del Conservatorio eravamo io e il P-Trio, ovvero Save Lanza alle chitarre, tastiere e cori, Pol Baglioni alla batteria e alle percussioni, e Barny al basso. Il concerto ha avuto un un’evoluzione sorprendente. Lo Storytellers è diverso dai live normali: ti fermi dopo ogni brano e parli un po’ della tua storia , ti racconti, racconti del brano, del perché fai musica, perchè la fai in quello modo, e cosa si intende per scriver una canzone. All’estero queste cose si fanno abbastanza, ho fatto molti programmi soprattutto in Francia e Svizzera dove suoni, ti fermi e parli. E’ una dimensioni molto intima, ma se ti studi bene la scaletta e parti come ho fatto io con una chitarra acustica, aggiungendo pian piano altri strumenti che da acustici diventano elettrici, si crea tutta un’altra atmosfera. Mi è piaciuta moltissimo come esperienza”, conclude, “L’intensità in sala è salita molto quando il live da acustico è diventato elettrico. In quel momento ha cominciato a fumare anche una cassa: non mi succedeva da vent’anni, è stata una cosa super rock’n roll”.
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